Sabato, Settembre 04, 2010
   
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Abitare a Londra

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La prima cosa da decidere in vista di un trasferimento a Londra è ovviamente dove abitare. Londra è una città enorme, con differenze tra quartieri che possono risultare anche abissali: si può passare da zone squallide a belle strade residenziali nel giro di pochi minuti a piedi.

È quindi difficile, appena arrivati, individuare subito la zona migliore per prendere casa. Se siete già stati a Londra come turisti, sapete forse che dovrete rinunciare da subito ad abitare in centro o comunque vicino al centro: là si trovano solo uffici, monumenti, musei, se si escludono le abitazioni dei miliardari! Meglio cercare una sistemazione in uno dei quartieri che circondano la zona centrale, proprio come la stragrande maggioranza dei Londinesi.

È allora utile avere un’idea più precisa delle zone abitate della città, suddivise sulla base di quelle del trasporto pubblico. Ci sono sei zone concentriche di cui la prima (Zone 1) è quella centrale; man mano che ci si allontana dal centro, le zone vanno dalla 2 alla 6. Le zone 2 e 3 sono ovviamente ideali, poiché permettono un facile accesso al centro (da cui distano come minimo una ventina di minuti) e prevedono delle sistemazioni a prezzi ragionevoli.È possibile, in teoria, trovare affitti molto bassi solo se si scende a compromessi, come ad esempio dividere la stanza con altre tre persone. Più efficace è forse cercare una camera (singola o doppia) in un appartamento da dividere con altri (students o young professionals che siano).

Gli affitti per camere doppie vanno dai £400 ai £500 al mese, con sistemazione più che accettabile. Certo lo standard è più basso di quello italiano: la maggioranza della case è molto vecchia o costruita in tempi più recenti un po’ al risparmio. Questo perché molte zone di Londra furono bombardate pesantemente durante la seconda guerra mondiale e il dopoguerra dovette fronteggiare la costruzione di un gran numero di alloggi in tempi brevi; sorsero così numerose case popolari (council estates), più simili alla struttura del condominio italiano che alla classica villetta a schiera dell'Inghilterra vittoriana, realizzati usando materiali pre-fabbricati e di bassa qualità. I segni del tempo sono quindi molto evidenti sul cemento grigio di questi complessi abitativi.

Inoltre all'interno le case sono solitamente più strette degli appartamenti italiani e organizzate su più piani; molti degli appartamenti sono poi stati ricavati dividendo ex case unifamiliari, con conseguenti soluzioni creative – e scomode - che sfruttino al massimo lo spazio disponibile (come la sistemazione del bagno in cantina). Non é raro trovare il bagno di fianco alla cucina o addirittura dall'altro lato della cucina stessa, che si deve attraversare per raggiungerlo. Aspettatevi anche l'onnipresente moquette (bagno compreso). Quasi tutte le case hanno il riscaldamento centralizzato, ossia un sistema indipendente con un boiler per appartamento, anche se esistono appartamenti provvisti solo di quello elettrico.

Certo, non mancano case assai più moderne modellate sugli standard europei, ma sono ancora abbastanza rare e gli affitti risultano troppo alti. Più ci si allontana dal centro, comunque, più gli affitti scendono, anche se cresce inversamente il costo dei trasporti. I quartieri assolutamente sconsigliati sono i seguenti: Brixton, Stockwell, Peckham, Dulwich (bella zona, ma sprovvista di metro), Shepherd’s Bush, South Hampstead, Kensal Green, Holloway Road, Dalston, Bethnal Green, Mile End, Poplar, Stratford, New Cross, Bermondsey, Southwark.